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Santorini. L'isola della luce ed il rito del tramonto

SANTORINI
L'icona dell'Egeo dai panorami assoluti, ma dallo stile minimal. Mare, piscine e terrazze bianche a picco sul blu, in attesa del rito isolano, fino all'ultimo raggio di sole 

Santorini c’è un rito che si ripete ogni giorno. L’isola, uno dei piccoli paradisi della penisola greca, è un’apoteosi di luce, e per coglierla fino all’ultimo minuto turisti e locali si danno appuntamento attorno alla chiesa di San Nikolaos di Oia. Qui, una folla disposta sull’orlo di una impressionante scogliera a falce di luna, alta più di 900 metri sul mare, resta in silenzio, assorta, e attende l’ultimo raggio di sole. Così parte un lungo applauso e turisti da ogni parte del mondo, insieme con gli isolani accolgono la sera, mentre il mare si colora di rosa, finché non sprofonda nel blu della notte. Santorini e il suo microarcipelago, con le isolette di Thirassia, Nea Kameni, Palea Kameni si accendono di piccole luci e candele in un’atmosfera affascinante e aspettano che il sole ritorni a far splendere il bianco accecante delle case, le spiagge di sabbia nera, le acque brillanti e cristalline.



Questa piccola isola può essere una meta ideale per un viaggio di fine estate o per una settimana di vacanza una volta finito l’inverno e può essere certamente un approdo rigenerante, per chi ha voglia di rilassarsi e stendersi su spiaggie bellissime



Santorini è un viaggio itinerante alla ricerca di spiagge, piccoli borghi, angoli segreti: seguite l’antica viuzza sul crinale della scogliera che collega Oia a Thira (i più sportivi la percorrono in 3 ore) per raggiungere il piccolo tradizionale caffè Metheor, il raffinato bar Terpsi, con veranda e salottini di porpora. Vale la pena anche affrontare i 279 gradini per sedersi alle taverne di pesce di Katina e Dimitri, i palchi migliori per assistere al tramonto sulla caldera, la bocca del vulcano sommerso.



La curiosità di Oia sono i mulini a vento, ma nel suo centro in cui si può anche fare shopping e approfittare per qualche visita nelle gallerie d’arte. Cenate al Papagalos Restaurant, che usa solo ingredienti bio e offre ottime costine di agnello, insaporite con foglie di vite e insalata di spinaci, accompagnate da formaggi locali. Altrimenti per un tocco d’esotico si può scegliere l’Ambrosia & Nectar che serve pollo al ginger e filetti d’anatra in salsa di mango. Thira, il capoluogo sulla scogliera, è una meta riposante soprattutto alla sera, quando le viuzze che portano alla cattedrale si sono svuotate dei turisti e dalle terrazze dei bar si possono ammirare i tetti, le cupole azzurre delle chiese, le falesie color argilla che precipitano nell’Egeo.



In mezzo c’è il borgo di Imerovigli, un dedalo di case tirate a calce e taverne a buon prezzo, piacevolmente affollate, appoggiate nella ripidissima costa. Subito fuori dal centro de paese, arrampicato sulla parete del vulcano c’è Chromata, boutique-hotel bianco latte all’esterno, con pareti pastello e specchi dorati, poltroncine rosa e color miele all’interno. Visitate anche il vecchio kastro e il convento di San Nicolao che ricorda il passato dell’isola e l’epoca in cui fu conquistata dai veneziani Sanudo. Andate poi alla ricerca delle vostre spiagge, le più accessibili sono sul versante orientale e a sud, come quella di Kamari: lunga e con i sassi scuri, è amatissima con le sue file di ombrelloni di paglia e taverne a pelo d’acqua, ideali per uno spuntino. 



( si ringrazia per l'articolo viaggi.corriere.it)

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